CIAO ANNITA !

Anita

 

Il 30 dicembre 2015 è morta all’ospedale di Vicenza, dove era ricoverata per la frattura del femore in seguito ad una caduta. Un banale incidente e l’incuria dei medici, che hanno sottovalutato la gravità della situazione, hanno stroncato una persona che ha lottato tutta la vita contro Malattie Rare complesse, vincendole… battaglia dopo battaglia.

Annita ha donato il suo corpo alla scienza, ultimo atto di generosità verso gli altri.
Le sue cenere saranno tumulate il 9 gennaio, giorno in cui avrebbe compiuto 70 anni.

Al suo funerale l’abbiamo ricordata con queste parole:

Ho conosciuto Annita nel 2002.
Mi telefonò lei, con quella sua voce roca e particolare, per dirmi che da lì a pochi giorni sarebbe andata in pensione e che perciò sarebbe stata disponibile a collaborare con l’associazione visto che anche lei aveva la sindrome di Turner.
Da allora ha fatto parte di A.Fa.D.O.C. ricoprendo vari incarichi, sempre presente alle riunioni e sempre pronta a partire per i convegni o per il campo scuola d’estate al mare.
Annita era una viaggiatrice nata, la compagna di viaggio ideale, sempre allegra, magari un po’ pasticciona, ma solare, accomodante e molto discreta.
Amava molto i bambini e preferiva stare con loro durante i convegni, permettendo così ai genitori di seguire le relazioni senza distrazioni.
Con lei avevamo preparato questa sua presentazione che è pubblicata nell’ultimo manuale AFaDOC sulla sindrome di Turner del 2014:

Mi chiamo Annita con 2 enne per un errore dell’impiegato comunale che ha accolto la mia iscrizione all’anagrafe del Comune di Bolzano Vicentino, dove sono nata il lontano 9/1/1946.
Abito a Vicenza e sono socia di AFaDOC dal 2002 anno del mio pensionamento.
Ho scoperto di essere affetta da sindrome di Turner a 35 anni, dopo un lungo peregrinare tra vari specialisti che non riuscivano a capire quale fosse il problema che dall’infanzia mi impediva di svilupparmi, per il semplice motivo che ho cambiato il medico di base.
Questa scoperta non ha comunque cambiato la mia vita, anzi mi ha spronato a fare ancora di più e dopo aver ripreso gli studi serali per lavoratori, mi sono infine laureata in Scienze Politiche all’età di 47 anni. Faccio parte del Direttivo di AFaDOC come segretaria/tesoriere dedicandomi alle varie iniziative associative.

Nel 2010 per scherzo le ho scattato una foto assieme a mio figlio Massimo che abbiamo inviato e EURORDIS (l’organizzazione europea delle Malattie rare) in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie rare e che è tuttora esposta negli uffici di Parigi.
Foto che ho utilizzato anche nella presentazione del Bilancio Sociale 2012 a Venezia per il ventennale dell’associazione, per il grande significato che ha, non solo per me ma per tutti i soci AFaDOC.
Annita è stata e resterà l’esempio per tante ragazzine con la sindrome di Turner che si affacciano alla vita piene di ansie e timori….
Resterà la nostra socia più emblematica per la sua determinazione e tenacia – dimostrata fin dalla nascita – a voler far parte di questo mondo, a voler esistere e resistere, a tutti i costi, a dispetto di tutte le opinioni dei medici, per il coraggio nel superare gli ostacoli e le prove che la vita non le ha mai risparmiato, per la forza fisica e mentale che non l’ha mai fatta abbattere e anche per la sua allegria e il suo modo peculiare di affrontare la vita e di viverla pienamente tutti i giorni.
Ci mancherà il suo modo di fare, la sua risata, la sua ironia….
Ad Annita va tutta la mia stima.
Cinzia Sacchetti, presidente AFaDOC onlus

Ciao Annita.
L’ultima volta che ci siamo viste non è stato di persona: tramite un video ci hai salutati al workshop Afadoc di Firenze perchè problemi di salute non ti avevano permesso di esserci.
Ti abbiamo applaudita allora e lo rifacciamo adesso.
Il nostro percorso insieme si è svolto attraverso gli impegni con l’associazione che creavano l’occasione per vederci.
E si sa, stare insieme per noi di Afadoc è sempre intenso ed emozionante.
Tu eri piena di quello che avevi vissuto e che, bello o brutto che fosse, ci raccontavi con quel modo di fare allegro e spensierato ma carico di energia e di voglia di fare.
Nel progettare le cose, viaggi o iniziative di qualsiasi tipo, il tuo istinto era quello di dire si e andare verso nuove esperienze.
Mi raccomando continua così anche lassù, immaginiamo già lo scompiglio che stai portando ovunque ti trovi!
Rimarrai sempre con noi, un abbraccio forte da tutta Afadoc.
Giorgia di Milano